Autonomia digitale ai tempi dell’AI
20 mag 2026 — 14:45 - 15:00Main Stage
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Description
Gli ultimi 30 anni hanno rappresentato un periodo storico senza precedenti nel processo di democratizzazione dell’informazione. La nascita e l’evoluzione del web, prima, e l’arrivo dei social media, poi, hanno infatti abilitato chiunque fosse in possesso di un accesso alla rete alla condivisione del pensiero nella sua forma di libertà assoluta, senza il tramite dei media.
Tuttavia, quello che prima sembrava l’inizio di un’età dell’oro oggi ci presenta il conto sotto forma di un paradosso: ci ritroviamo infatti ingabbiati nelle maglie costruite da pochi grandi detentori dell'informazione a livello globale grazie agli stessi dati che tutti noi abbiamo reso disponibili online, gratuitamente, in tutto questo tempo. Dati sulla base dei quali questi stessi soggetti hanno creato i grandi modelli per l'intelligenza artificiale che usiamo tutti i giorni, sia in ambito privato che professionale, dandoci una seconda illusione di innovazione e libertà, pur con evidenti effetti collaterali.
L’utilizzo di servizi esterni consente infatti una scalabilità immediata ma introduce anche criticità importanti quando si tratta di dati sensibili o proprietari. Il trasferimento continuo di informazioni verso ambienti terzi, la dipendenza tecnologica dal provider, la difficoltà di prevedere i costi operativi, l’inefficienza energetica, le implicazioni di compliance rendono questi modelli quantomeno discutibili.
Per l’Europa questa evoluzione assume anche una dimensione strategica più ampia. La sovranità digitale non riguarda soltanto la localizzazione dei dati, ma la capacità di controllare tecnologie critiche. Dipendere interamente da infrastrutture extra-europee per l’elaborazione delle informazioni significa esporsi a vulnerabilità industriali e geopolitiche.
Perciò, chiediamoci, siamo veramente liberi, sovrani? E, soprattutto, Autonomi digitalmente parlando? Come è possibile invertire questa tendenza da qui ai prossimi 30 anni?



